Londra in un libro: Le Cinque Donne. La storia vera delle vittime di Jack Lo Squartatore

Un libro affascinante che ho letto recentemente è legato ad uno dei capitoli più nefasti della storia di Londra. The Five – The untold lives of the women killed by Jack the Ripper di Hallie Rubenhold racconta infatti la vita delle cinque donne divenute note, loro malgrado, in quanto vittime di Jack lo Squartatore. È uscito recentemente in Italia con il titolo Le Cinque Donne. La storia vera delle vittime di Jack Lo Squartatore.

L’ennesimo libro su Jack the Ripper, penserai. In realtà no, non in questo caso. In queste 400 pagine Jack viene infatti a malapena citato. Il libro è interamente dedicato al racconto della vita di queste donne. E sottolineo vita, non morte. L’autrice infatti non si sofferma affatto sul loro assassinio, non aspettarti dettagli cruenti o descrizioni macabre degli omicidi. E non aspettarti nemmeno ipotesi o teorie sulla vera identità dell’assassino. Molta  carta stampata è già stata dedicata a tutto ciò. Il libro della Rubenhold  è totalmente dedicato a loro: a Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Marie Jane.

the five

Da sempre  l’attenzione dei media e del pubblico (di allora e di oggi) è stata rivolta all’aguzzino. I riflettori sono sempre stati puntati sull’assassino, su questa figura che ormai è entrata a far parte di una sorta di macabro folklore popolare.  Il mistero legato alla figura di Jack lo Squartatore è tuttavia solo un lato della medaglia. Dall’altro lato ci sono queste cinque donne, che, è bene ricordarlo, prima di essere vittime furono persone.

La società vittoriana

Le protagoniste di questo saggio sono sempre ricordate semplicemente come le prostitute che vennero assassinate dal serial killer più noto al mondo.  Ma, quello che scoprirai nelle pagine di questo libro, è come il modo in cui la storia le ricorda sia stato fortemente influenzato e manipolato dai pregiudizi dell’epoca. Per la società vittoriana erano donne perdute, che avevano scelto l’immoralità ed il degrado, invece di una dignitosa vita in famiglia come madri e spose. 

Secondo la morale vittoriana poveri e mendicanti erano tali esclusivamente a causa delle loro scelte (sbagliate). Non erano sfortunati o deboli, erano colpevoli e peccatori. E questo valeva per tutti, a prescindere dalle circostanze che li avevano portati a quel punto. 

La scrittrice ha indagato tra i documenti dell’epoca  per capire chi furono realmente. Emerge così un quadro affascinante e terrificante della società vittoriana. Un fatto interessante è come, almeno per tre di loro, non ci sia assolutamente nessuna prova che abbiano mai svolto la professione di prostitute. Ma il semplice fatto di essere donne e di trovarsi da sole di notte in una zona malfamata, fu sufficiente per la società di allora per etichettarle in maniera definitiva. Va aggiunto, che descriverle come prostitute, si adattava bene all’idea preconcetta che la polizia si era fatta dell’assassino, ovvero di un assalitore sessuale. 

Tuttavia dormire per strada era una cosa molto frequente per decine di migliaia di  poveri della Londra vittoriana. Quando non si riuscivano a racimolare i quattro pence per un letto in una camerata comune, piena di topi  e muffa, l’alternativa erano le ancora più infernali workhouses. E cosi molti preferivano dormire a cielo aperto, in qualsiasi stagione e clima.

L’epoca vittoriana è generalmente ricordata come un periodo di grandi progressi e scoperte, che ha cambiato l’Inghilterra ed il mondo intero. Tutto ciò è vero ma è anche vero che c’è un oscuro retro della medaglia. I poveri erano da biasimare e la vita di una donna senza un compagno e dei figli era di ben poco valore. La società di allora creò l’assassino, cosi come contribuì a creare le sue vittime. 

Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Marie Jane

Le pagine in cui la Ruthereford racconta le vicissutidini della vita e gli eventi che portarono queste cinque donne a Whitechapel (dove nessuna di loro era nata) sono storicamente accurate e umanamente coinvolgenti. Questo saggio si legge tutto d’un fiato, come un romanzo. 

Scoprirai come Polly, rispettabile madre di famiglia, si sia ritrovata a mendicare per strada dopo aver lasciato un marito che la tradiva. E come Annie sia diventata schiava di una bottiglia di gin al punto da lasciare una vita agiata ed una famiglia che la amava piuttosto che rinunciare a bere. La seguirai nel suo percorso di autodistruzione fino alla notte in cui l’assassino uccise quel poco di Annie che l’alcohol aveva risparmiato. 

Verrete accompagnati sulle orme di Elizabeth, che partita da una fattoria in Svezia, dove era nata, dopo varie peripezie giunse nei bassifondi di Londra.  All’inchiesta sulla sua morte furono pochissime le informazioni certe che la polizia riuscì a raccogliere: nessuno la conosceva veramente. La giovane e bella fanciulla del nord si era circondata di bugie e rancore nel tentativo di sopravvivere ad un mondo che la aveva solo ferita.

Le cinque donne di Hallie Rubenhold

E poi c’è Kate che nel tentativo di seguire i suoi sogni di libertà lasciò il lavoro il fabbrica per viaggiare il paese con Thomas Conway, ex soldato che si guadagnava da vivere recitando storie per strada e componendo ballate.

Ed infine c’è Mary Jane, forse la più “famosa” delle cinque vittime, ma  anche quella di cui sappiamo meno. Dalla vita come accompagnatrice nell’alta società, fino al viaggio/rapimento verso Parigi, per approdare infine nello squallido appartamentino di Whitechapel dove la sua vita terminò in maniera drammatica. 

Perché leggere ‘Le cinque Donne’

Se ami Londra, la sua storia ed in particolare il periodo vittoriano questo è un libro che apprezzerai molto. La descrizione della Londra vittoriana più povera è vivida, coinvolgente e realistica. Piena di dettagli interessanti e mai impersonale, ti sembrerà quasi di camminare per le strade di Whitechapel insieme a Polly, Mary Jane o alle altre protagoniste del libro. 

Annie Rubenhold ha raccolto documenti e testimonianze e ha ricostruito la vita di queste cinque donne descrivendola in maniera magistrale. Cronaca e narrazione si mixano in maniera perfetta in una prosa piacevolissima e fortemente coinvolgente. Questo è un saggio storico che si legge come un romanzo. La scrittrice riesce a restituire a queste donne quella dignità che società e storia avevano sempre loro negato.

Le Cinque Donne. La storia vera delle vittime di Jack Lo Squartatore. Editore Neri Pozza. 400 pagine.  19 euro.

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