Dove è finita la nebbia di Londra?

Nell’immaginario collettivo Londra è immersa nella nebbia. “C’è come un immenso berretto di cotone che si abbassa improvvisamente sugli occhi della città” scrisse Giuseppe Mazzini, riferendosi alla nebbia di Londra.

Nessuna rappresentazione, nemmeno la più moderna, di Sherlock Holmes, Oliver Twist o Jack lo Squartatore sarebbe completa senza una densa foschia che avvolge le strade della City. La nebbia è un simbolo di Londra, con una forza evocativa pari a quella del Big Ben o del Tower Bridge.

la nebbia di Londra

Le origini della nebbia di Londra

Nebbia ovunque… scriveva Dickens.  Eppure oggi a Londra la nebbia si vede raramente. Niente in paragone a quanto descritto nelle pagine di scrittori come Dickens, Conan Doyle o .R.L. Stevenson. Quindi sorge spontanea una domanda: cosa è accaduto alla nebbia di Londra? Che sia solo un’invenzione letteraria? 

La risposta è no. La nebbia esisteva davvero ed era così fitta che in alcune giornate non si riusciva letteralmente a vedere ad un metro dal proprio naso. Il sole ne era addirittura oscurato. Ma l’inquietante realtà è che quella non era nebbia. Era smog. 

Si trattava infatti di un diabolico miscuglio di fumo, fuliggine e agenti inquinanti prodotti da case ed industrie. Il periodo tra novembre 1870 e marzo 1880 viene ricordato come il più lungo evento di “nebbia” della città. Per quasi cinque mesi i londinesi camminarono per strada con fazzoletti sul viso per proteggersi dal fumo. Le luci dei lampioni, tenute accese anche in pieno giorno, servivano per orientarsi. 

Le nebbie di Londra potevano avere colori diversi  a seconda delle sostanze chimiche che trasportavano (come lo zolfo per esempio): c’era la nebbia nera, quella marrone, grigia o persino arancio, c’era quella cioccolato scuro e la verde bottiglia. Quest’ultima venne soprannominata the pea souper, la famigerata zuppa di piselli.

Il Clear Air Act del 1956

L’epoca delle fitte nebbie ebbe inizio nel periodo vittoriano. La rivoluzione industriale portò lavoro e denaro a Londra ma anche inquinamento e degrado. La popolazione della città era aumentata in maniera vertiginosa. Una quantità di camini accesi come mai si era vista in precedenza, si sommava agli edifici industriali allora costruiti all’interno della città. Londra è in genere relativamente ventosa e questo aiutava a disperdere la fuliggine e a mantenere la situazione accettabile (almeno per gli standard del tempo).  Occasionalmente, però, le condizioni atmosferiche cambiavano, creando quella che è nota come inversione di temperatura: quando l’aria vicino al suolo è più fresca che in alto. Questa condizione che limita il rimescolamento in verticale dell’aria, favoriva il formarsi di coltri di smog.  La fuliggine e le polveri create dal carbone venivano intrappolate e creavano una nebbia fitta e bassa che oscurava la città. 

nei dipinti di epoca vittoriana la nebbia era spesso presente

Le nebbie di Londra hanno fatto parte della vita dei londinesi nel corso dell’800 e fino alla metà del ‘900. Poi accadde qualcosa. Il 1952 fu l’anno del Great Smog: uno dei più grandi disastri ambientali del Regno Unito. Si racconta come a teatro si dovettero sospendere gli spettacoli perchè dalla platea non si riusciva a vedere il palcoscenico. Durante i cinque giorni del Great Smoke morirono 4000 abitanti di Londra a causa dell’ inquinamento atmosferico.  Questa tragedia rese tutti consapevoli della assoluta necessità di cambiare qualcosa. L’inquinamento atmosferico cominciò ad essere visto come qualcosa che poteva e doveva essere evitato o ridotto il più possible. Fu così che il 1956 vide la nascita del Clear Air Act. Il 1962 è ricordato come l’ultimo anno in cui si videro dense nebbie a Londra.

L’inquinamento oggi a Londra

Oggigiorno raramente si vede la nebbia a Londra e quando si vede è spesso foschia piuttosto che nebbia vera e propria. La città ha perso forse un pò del suo fascino ma ha certamente guadagnato in salute. Tuttavia non è (letteralmente) il caso di tirare un sospiro di sollievo.

Purtroppo infatti i dati attuali sullo smog non sono molto confortanti. Alcune zone del centro come Oxford Street mostrano dati di inquinamento allarmanti. E la situazione peggiora ulteriormente quando si scende sottoterra. Nella Tube le concentrazioni di inquinamento sono 70 volte peggiori che a livello stradale. Uno studio ha mostrato come un viaggio di 20 minuti sulla Northern Line corrisponda a fumarsi una sigaretta.  

vicoli di Londra

C’è ancora molto da fare quindi sul tema dell’inquinamento: il tema è centrale nelle politiche dell’attuale sindaco Sadiq Khan che ha già attuato diverse iniziative a riguardo. Speriamo che se ne vedano ( e se ne respirino) presto i benefici.  


Curiosità: se avete voglia di assaggiare (in senso letterale) la nebbia di Londra dirigetevi presso uno dei vari Starbucks della città. La catena di caffetterie ha infatti lanciato una bevanda dal nome alquanto originale: London Fog Tea Latte. Viene descritto come un tè (Earl Grey) con sentori di bergamotto e lavanda, sciroppo alla vaniglia e schiuma di latte.  Se dovesse capitarvi di berlo, fatemi sapere cosa ne pensate! 

8 pensieri riguardo “Dove è finita la nebbia di Londra?

  1. Non mi ero mai posta il problema… ed sono sempre stata convinta che fosse nebbia… davvero interessante questo articolo!!!!

  2. Sapevo che quella di Londra non era vera e propria nebbia ma smog, però solo guardando The Crown ho compreso la gravità della situazione durante i giorni del Great Smog. Comunque la fama della cosiddetta nebbia londinese ha decisamente superato i confini nazionali: mi ricordo che quando era bambina era molto in voga il colore “fumo di Londra” soprattutto per calze, giacche e cappotti.

  3. Mi hai fatto fare un viaggio mentale fino ai periodi della scuola, quando studiavo letteratura inglese. Ho avuto un tuffo al cuore! Avevamo ben studiato che si trattava di fuliggine, inquinamento e particolati vari ma non avevo mai fatto l’associazione col colore “fumo di Londra”.

  4. Accipicchia! Avevo già letto di quanto la “famosa nebbia” fosse in realtà anche un miscuglio di smog e sostanze chimiche. Ma non credevo che fosse praticamente “solo” quello. Sicuramente l’alone di mistero con cui viene sempre rappresentata è andato a perdersi. Ma, come dicevi anche tu, meglio la salute. La cosa ancora più assurda riguarda i dati delle emissione nella tube. Leggere nero su bianco che quel tragitto equivale a fumare una sigaretta, beh, fa davvero accapponare la pelle!

  5. Sono stata tante volte a Londra, ma la nebbia così fitta, per fortuna, non l’ho mai vista. E pensa che la Northern Line è la mia linea preferita – adesso so che è anche la più inquinata… Seguirò il tuo consiglio sull’Earl Gray, grazie dell’informazione!

  6. Ricordo di aver letto qualcosa al riguardo quando mi ero fatta la stessa domanda perché in due anni a Londra la nebbia non c’è mai stata o quasi. Però il London Fog Latte me lo berrei!!

  7. Ogni volta riesci a stupirmi con qualche curiosità su Londra… da Veneta ho ben conoscenza del discorso nebbie, ma giuro che, per un istante, ho quasi rivalutato la nostra nebbia della pianura padana!

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