Interviste impossibili: a Londra con Agatha Christie

Dame Agatha Christie, la ringrazio per avermi concesso questa breve intervista. Non le nascondo che sono una sua grande fan. 

Grazie cara. Chiamami pure Agatha.

Grazie Agatha. È risaputo che il suo cuore è legato a Torquay in Devon, dove è nata. Tuttavia lei ha vissuto molti anni a Londra…

Sí ho vissuto in diverse zone nella città di Londra, ho cambiato casa spesso. Mi sono sempre divertita ad arredare abitazioni.  Probabilmente quella a cui sono più affezionata è la casa di Chelsea, al 22 di Cresswell Place. E’ la prima casa che ho potuto comprare con i miei soldi, guadagnati grazie ai diritti sui miei libri. È una casa minuscola, dalle proporzioni quasi da bambola,  nascosta in una stradina tranquilla, stretta ed acciottolata. Ho comprato e venduto molte proprietà nel corso della mia vita, ma da quella non sono mai riuscita a separarmi. 

Proprio lì vicino c’e il pub The Cross Keys che ha celebrato con una targa blu il fatto che lei fosse una cliente abituale…

Oh sì. Un luogo delizioso per bere qualcosa con gli amici. Ho sentito dire che nel 2012 volevano trasformarlo in una villa, completa di piscina nel seminterrato… I residenti si sono mobilitati e sono riusciti a salvare il pub. Mi fa proprio piacere; lo sa che è il pub più antico di Chelsea? Demolirlo sarebbe stato un delitto!

E’ risaputo che lei è particolarmente golosa di mele.  Passione che ha trasferito al suo personaggio, la scrittrice Ariadne Oliver. Ho inoltre letto che è una grande fan del tradizionale Cream tea.

Verissimo, anche se devo dire che, ahimè, non ci sono più i Cream Tea di una volta, quelli che mangiavo nel Devon. Quella panna aveva un sapore speciale.

 Rimanendo in tema di cibo, quali sono i suoi ristoranti preferiti a Londra?

Sicuramente in città non c’è che l’imbarazzo della scelta. Kettner’s a Soho è sempre un luogo piacevole da frequentare. Ma anche il ristorante del Brown’s Hotel a Mayfair è un ottimo posto per un pasto tradizionale. 

A proposito del Brown’s Hotel, si vocifera che sia stato l’ispirazione per il romanzo “Miss Marple al Bertram’s Hotel”. 

[la Christie accenna ad un sorriso}. È un ambiente così tradizionalmente British e così fedele a sè stesso. Non trova anche lei, mia cara, che sia un luogo perfetto per un omicidio a sangue freddo? 

Assolutamente. A proposito dei suoi romanzi, quale ritiene sia il suo libro migliore? 

Ogni volta che mi capita di rileggerne qualcuno cambio opinione; a volte penso che sia molto meglio di quanto ricordassi  e a volte non buono come lo avevo giudicato.  Uno dei romanzi che rimane sempre nella lista dei preferiti è Endless Night (Titolo italiano: Nella mia fine è il mio principio), che ritengo sia stato un pò sottovalutato.

E quale si è divertita di più a scrivere?

Towards Zero (Verso l’ora Zero), ho trovato interessante l’idea di un romanzo che si sviluppa accompagnando un gruppo di persone, che provengono da storie e luoghi diversi, verso l’ora zero ovvero il momento del delitto. Una cambio di prospettiva rispetto ad iniziare con un omicidio su cui poi si lavora a ritroso.  

E anche And Then There Were None (Dieci piccoli indiani). Probabilmente il mio romanzo più difficile da scrivere. E’ stata una sfida che mi ha divertito e che credo di aver portato a termine in maniera soddisfacente. 

Può ben dirlo considerando che ha venduto oltre 100 milioni di copie ed è uno dei libri più venduti al mondo. Curiosamente non contiene nè Miss Marple, nè Hercule Poirot. A tal proposito, è vero quello che si dice, cioè che Poirot non le sta molto simpatico?

Ahhh, il problema non è Monsieur Poirot il problema sono gli editori! Ho tante idee diverse da scrivere e non tutte si adattano a Poirot; ma il mio editore vuole sempre Poirot, perché vende di più, dice. Penso che alcune delle storie senza Poirot o Marple siano molto sottovalutate: Crooked House (È un problema), Towards Zero, Endless Night e persino Death Comes As the End (C’era una volta) ambientato nell’antico Egitto. 

la casa di Poirot, il personaggio di Agatha Christie
La casa di Poirot nella famosa serie televisiva.

Ma  torniamo a parlare di Londra, può dare ai nostri lettori un consiglio su come passare una serata in città?

Non sono un tipo mondano, Max ed io, quando non siamo in viaggio per le sue attività di archeologo, trascorriamo volentieri le nostre serate in casa.  Tuttavia una cena al ristorante del Claridge’s Hotel, con gli eleganti interni art deco,  è sempre un piacevole diversivo. Ricordo inoltre con piacere il bel party al Claridge’s dato in occasione dell’uscita del film Assassinio sull’Orient Express nel 1974.  

Dopo cena l’ideale è uno bello spettacolo teatrale. Ho saputo che Mousetrap al Martin Fields Theatre  è ancora in scena dopo quasi 50 anni! E pensare che in occasione della prima teatrale dichiarai con convinzione che secondo me non sarebbe durato più di un anno. E invece è diventato lo spettacolo più longevo al mondo. Ah, il pubblico è sempre cosi imprevedibile!

Museo preferito?

Senza dubbio il British Museum.

Immagino a causa del suo secondo marito, Max Mallowan, il noto archeologo.

Proprio cosí. Il British ospita alcune delle scoperte piu interessanti di Max nel Vicino Oriente, in Siria e in Iraq. In particolare dal suo lavoro a Nimrud, tra cui alcune delle bellissime incisioni in avorio recuperate dal sito, i due colossali leoni dalla testa umana alati che fiancheggiavano un ingresso a il palazzo reale del re Ashurnasirpal II (883–859 aC) ed il gigantesco leone in piedi che si trovava all’ingresso del vicino Tempio di Ishtar. 

E’ vero che lei ha affermato che “il miglior marito per una donna è un archeologo perché si interessa a te sempre di più man mano che invecchi”?

Sinceramente non mi ricordo di averlo detto, ma è il tipo di affermazione che mi si addice!

Per finire, visto che ormai sono trascorsi tanti anni, non avrebbe voglia di svelarci il segreto della sua scomparsa in quei famosi 11 giorni nel 1926? Cosa accadde veramente? 

Quello è un mistero che non svelerò mai. [Agatha sorride e mi strizza l’occhio]

Immaginavo… ma dovevo fare un tentativo! Grazie ancora per la sua disponibilità, Agatha.

Grazie a lei mia cara, and take care.


NdA: questa intervista ad Agatha Christie, una delle mie autrici preferite, è un volo pindarico, frutto della mia fantasia. Tuttavia contiene fatti e curiosità tratti dalla vita reale della scrittrice e da affermazioni rilasciate dalla stessa Christie nel corso degli anni.  

5 pensieri riguardo “Interviste impossibili: a Londra con Agatha Christie

  1. Mentre le leggevo le risposte di Agatha Christie, me la immaginavo seduta su un divano, nella drawing room di un maniero di campagna: una stanza che ora sarebbe fuori moda, con una vista su un bellissimo giardino (dove magari qualche giardiniere che in realtà non è chi sostiene di essere sta mescolando veleni vari per progettare un omicidio). Sarebbero proprio le risposte che secondo me avrebbe dato Agatha Christie: complimenti!

  2. Davvero divertente approfittare dell intervista per raccontare fatti realmente accaduti!!! Bravissima!!!’ Come sempre..!😊

  3. Devo dire che è geniale questa intervista. Il primo libro di Agatha Christie è stato proprio 10 piccoli indiani. Capisco perfettamente perché lo abbia reputato uno dei più difficili. MA che risultato poi! Non conoscevo invece la storia del marito. Davvero una piacevole intervista che mi ha fatto conoscere meglio una grande autrice come le Christie!

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